Inizia un nuovo progetto!
Un po' di me, fra mani che lavorano e sogni ad occhi aperti, tecnologia e meditazione.
martedì 17 novembre 2020
martedì 10 novembre 2020
Nel frattempo è autunno...
Che cosa sono stati gli ultimi 7 / 8 mesi, in giro per il mondo, lo sapete tutti. Non c'è molto da aggiungere o da spiegare. C'è solo da essere cauti e sperare che le cose non peggiorino troppo nuovamente.
Dopo questa lunghissima pausa ho deciso di riprendere a scrivere parlando di un argomento che mi sta molto a cuore: disfare un lavoro! 😏
Disfare un capo intero? Fatto!
In realtà l'ho fatto più volte. Disfare, intendo.
I record li ho stabiliti però in due casi.
La prima volta era un cardigan con una bella Cascade wool che, una volta finito e lavato, al momento di andare ad acquistare i bottoni adatti, ho deciso che non mi piaceva più. Da quel primo cardigan è poi rinato un secondo cardigan, ma questo l'ho indossato allo sfinimento per quanto ne ero soddisfatta.
Il secondo caso eclatante è recente ed è quello che mi ha fatto riflettere su alcuni aspetti del mio lavoro.
Nel cambio di stagione estate/autunno (quello inverno/primavera non è pervenuto quest'anno 😓 ) nel mio armadio è ri-apparso un pezzo strano. Era una maglia a mezza manica, che avevo fatto con un bellissimo filato.
Non che mi fossi mai realmente dimenticata di averlo, ma lo spostavo e rispostavo, senza mai decidermi ad indossarlo. Per tanti perché...
Prima di tutto era di lana, ma a mezza manica (pure corta!) e quindi io, che sono freddolosa, non trovavo mai la stagione giusta per indossarlo. Insomma troppo caldo all'inizio dell'autunno e troppo scoperta ad autunno inoltrato.
Secondo problema e vero nocciolo della questione: avevo seguito alla lettera il pattern e mi ritrovavo con un basico pullover con costruzione topdown che non aveva nessun rialzo sul coppino (la nuca, of course 😃) e che invece tirava sulla gola. Il top del disagio per me.
Perché non provare a modificare un pattern? Sempre fatto!
Io ho sempre lavorato a maglia secondo l'ispirazione del momento... molto più poetico che dire che mi lanciavo in avventure magliesche ad occhi chiusi e senza paracadute.
Quando ho deciso che avrei seguito un pattern pedissequamente, mi sono ritrovata però anche con esperienze così così.
Ma è grazie a queste esperienze non proprio soddisfacenti che negli anni ho deciso di cominciare a mettere per iscritto i miei progetti di maglia. Piano piano e con una certa dose di incoscienza, mi sono fatta coraggio e ho iniziato a proporli ad altri.
Tutto questo per dire che fare e disfare non è solo lavorare, ma è anche imparare dagli errori altrui e propri, fare esperienza diretta, conoscere meglio le proprie esigenze e tenerle in considerazione nella realizzazione di un capo.
Però adesso ho delle belle cake...
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| Dopo il lavaggio... |
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| ...sono pronte le cake! |
Tornando al pullover sotto accusa, è stato felicemente disfatto.
Ho lavato la lana e adesso ho due bellissimi gomitoli che mi guardano in attesa di una sorte migliore della precedente.
Questo aggrava la situazione del mio stash, che invece di svuotarsi continua ad ingrassare (per vari motivi, ma di questo parleremo in altro momento...🙈) ma è compensata dalla voglia di lavorare a maglia che è tornata prepotentemente.
A.
martedì 31 marzo 2020
Appunti dal lockdown
Questo post arriva a tre mesi esatti dal precedente (che ho letto e riletto più volte prima di iniziare a scrivere oggi) e in questi tre mesi il nostro mondo è cambiato radicalmente.
Non volevo scrivere nulla su quanto sta accadendo nelle ultime settimane, poiché tutte le parole e le riflessioni mi sembrano vane, retoriche e inconcludenti.
Quindi questi sono solo appunti, una sorta di promemoria.
Non volevo scrivere nulla su quanto sta accadendo nelle ultime settimane, poiché tutte le parole e le riflessioni mi sembrano vane, retoriche e inconcludenti.
Quindi questi sono solo appunti, una sorta di promemoria.
Perché non riesco a combinare niente?
Se do retta a ciò che leggo sui social o nei vari gruppi, c'è un proliferare di attività. Tutti leggono, studiano, fanno sport, completano progetti di maglia a spron battuto, cucinano come cuochi professionisti...
Io vi credo, neh! Nessun motivo di dubitare, ma io non so proprio come facciate.
Io ho passato le prime 2/3 settimane (in Lombardia il lockdown è partito a fine febbraio!!) in uno stato di trance. Le giornate erano lunghissime e al tempo stesso sfuggivano via senza che potessi accorgermi di esserci stata. Facevo tutto ciò che andava fatto e anche qualche cosina in più, ma senza energia e volontà.
Avrei dovuto scrivere il pattern di un cardigan pronto da mesi e avevo in progetto di realizzare un paio di voci del #makeninechallenge ma non mi sento lucida a sufficienza.
Fortunatamente, piano piano questa sorta di sogno in veglia sta scomparendo e mi sento più presente. Resta il fatto che mi sento quasi in colpa per non aver fatto fruttare questi giorni.
Non è una vacanza...
Poi ci penso su e mi dico che va bene anche così. Non è una vacanza, ma un momento di emergenza, di paura e di dolore per molti. Non è una colpa non riuscire a concentrarsi su un libro o non avere la forza di imparare proprio adesso una nuova lingua o introdurre una nuova routine sportiva.
Devo perfezionare la compassione verso me stessa, accogliendo anche il limite oggettivo della mia empatia, che a volte mi travolge.
Non voglio essere forte per forza, voglio anche accettare e comprendere i miei momenti di debolezza e di sconforto.
Piccoli progetti, soddisfazione immediata
Però ho raccolto qualche cosa di buono anche in questo momento surreale.
Ho fatto due cappellini in un kal per #cuoredimaglia e ne prevedo altri.
Ho cucito un piccolo sacchetto con un ricamo che avevo fatto molto tempo fa. Il sacchetto è appeso davanti alla mia postazione della macchina da cucire, per conservare le spolette.
Ho praticamente finito un pullover e poi l'ho disfatto tutto 😒😂
Ho ricominciato a fare il pane, che mi viene sempre spettacolare, ma che non faccio mai in tempo a fare durante la vita normale.
E oggi posso dire che comincio a guardare al futuro e a ritrovare un po' di energia vitale.
Nessun buon proposito, ma solo la voglia di fare qualche piccolo passo in avanti verso una prossima normalità.
Non potremo mai dimenticare ciò che sta accadendo, ciò che sta segnando le generazioni (da madre il mio cuore è sempre in ascolto dei ragazzi e dei bambini, che stanno ingabbiando energia e dolore) nel presente e soprattutto nel futuro.
La mia speranza è che questo dramma ci possa far sempre ricordare la nostra fragilità di esseri umani, portandoci ad una vera comunione con le altre creature, umane e non, che abitano questa unica Terra. Che chi si è accaparrato lievito, pasta e carta igienica ( e pattern di maglia gratuiti...) possa riflettere sul fatto che non è più il tempo di mors tua, vita mea, ma che si vive solo se tutti collaboriamo per il bene di tutti.
Adesso torno nel mio cantuccio, ad occuparmi di maglia, di cucito e amenità varie.
La mia personale resistenza.
A.
"Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera"
P.Neruda
lunedì 30 dicembre 2019
E' tempo di buoni propositi (?)
E' un'attitudine umana scegliere per convenzione delle date che facciano da spartiacque fra un "prima" e un "dopo"...i compleanni, le feste comandate, l'inizio della scuola, l'ultimo dell'anno...
Ognuno avrà nella testa il suo capodanno, il giorno o il momento in cui fermarsi a pensare, per tirare le somme, vedere ciò che è stato fatto e ciò che è stato perso.
Così viene naturale, alla conclusione di un anno, progettare il "dopo", esprimere desideri e lanciarsi in nuovi propositi.
Anche se io in fondo preferisco settembre come inizio d'anno, sono felice di poter programmare e progettare e sognare tante cose per l'anno che verrà. Non credo che tutto si realizzi o che tutto vada come previsto, ma sento che per me è più importante continuare a metterci energia, vitalità e passione nelle cose che faccio e nella vita che vivo.
Quest'anno ho dato nuovo impulso a tante attività lavorative e personali, ho conosciuto persone nuove, ho viaggiato, ho approfondito delle conoscenze. Mi piacerebbe proseguire in questa direzione di crescita e di studio (eccolo qui il mio buon proposito! 😊)
Parlando di cose molto più pratiche, ho deciso di organizzare la mia #makeninechallenge (se vi va, seguite su Instagram i post e i progetti)
L'obiettivo è quello di utilizzare quasi esclusivamente filati e tessuti che ho già (alcuni da decenni! 😓) nell'ottica di un minimalismo psicologico, oltre che fisico.
Fra i progetti non ci sono solo lavori a maglia, ma ho incluso anche il confezionamento di capi d'abbigliamento per me. Ho ripreso a cucire (a breve le foto della gonna lunga fatta su misura per #figliagrande) e mi sento molto motivata 💪...
Un altro buon proposito è quello di tenere vivo e aggiornato questo blog, ma sembra che le cose vadano sempre più veloci del mio tempo per la scrittura.
Auguro a tutti voi un nuovo anno di gioia condivisa e amorevole compassione, un anno di pace e di attenzione reciproca.
...e poi a me 2020 piace proprio tanto! 💖
A.
Ognuno avrà nella testa il suo capodanno, il giorno o il momento in cui fermarsi a pensare, per tirare le somme, vedere ciò che è stato fatto e ciò che è stato perso.
Così viene naturale, alla conclusione di un anno, progettare il "dopo", esprimere desideri e lanciarsi in nuovi propositi.
Anche se io in fondo preferisco settembre come inizio d'anno, sono felice di poter programmare e progettare e sognare tante cose per l'anno che verrà. Non credo che tutto si realizzi o che tutto vada come previsto, ma sento che per me è più importante continuare a metterci energia, vitalità e passione nelle cose che faccio e nella vita che vivo.
Quest'anno ho dato nuovo impulso a tante attività lavorative e personali, ho conosciuto persone nuove, ho viaggiato, ho approfondito delle conoscenze. Mi piacerebbe proseguire in questa direzione di crescita e di studio (eccolo qui il mio buon proposito! 😊)
Parlando di cose molto più pratiche, ho deciso di organizzare la mia #makeninechallenge (se vi va, seguite su Instagram i post e i progetti)
L'obiettivo è quello di utilizzare quasi esclusivamente filati e tessuti che ho già (alcuni da decenni! 😓) nell'ottica di un minimalismo psicologico, oltre che fisico.
Fra i progetti non ci sono solo lavori a maglia, ma ho incluso anche il confezionamento di capi d'abbigliamento per me. Ho ripreso a cucire (a breve le foto della gonna lunga fatta su misura per #figliagrande) e mi sento molto motivata 💪...
Un altro buon proposito è quello di tenere vivo e aggiornato questo blog, ma sembra che le cose vadano sempre più veloci del mio tempo per la scrittura.
Auguro a tutti voi un nuovo anno di gioia condivisa e amorevole compassione, un anno di pace e di attenzione reciproca.
...e poi a me 2020 piace proprio tanto! 💖
A.
mercoledì 23 ottobre 2019
Wisteria e la leggenda di Glicine
Quando Sara Sol mi propose la collaborazione per il suo progetto (ne parlavo qui esattamente un anno fa!) il filato da utilizzare era Tristezza e dai suoi splendidi colori nacque la cappa Wisteria.
Wisteria è il nome botanico della pianta del glicine e scelsi quel nome in primis perché i viola e i verdi della matassa ricordano la pianta al culmine della fioritura, ma anche perché conoscevo la leggenda collegata.
Sara mi chiese anche di scrivere qualche mia riflessione personale sul sentimento al quale ero "abbinata", pensando di raccogliere queste riflessioni e in seguito pubblicarle, aggiungendo le sue personali. Questa parte del suo progetto è stata ormai accantonata e, a distanza di oltre un anno, penso che sia giunto il tempo di condividere ciò che avevo scritto e che ancora mi rappresenta.
Questo è il testo:
Le emozioni che nessuno vuole – La tristezza
La tristezza è stata una mia compagna di viaggio per tanti lunghi anni di vita.
Spesso viaggiava sul sedile del passeggero, limitandosi a commentare sottovoce il paesaggio, gli incontri, le scelte sul percorso. A volte, però, si metteva alla guida, imponendomi strade, velocità di crociera e tappe forzate. Per molto tempo ho pensato che dovessi per forza accettare la sua compagnia, senza poterne in alcun modo “gestire” il peso.
Negli anni, però, con le esperienze e i dolori, con le gioie e i fallimenti (e, perché no, con la meditazione e la ricerca) ho imparato a guardare alla “mia” tristezza con occhi più amorevoli. Ho scelto di non esserne schiacciata e di non lasciarmi semplicemente guidare, ma di conviverci con pazienza e di orientarne la direzione. Ho scoperto che più è forte la luce, più nette si stagliano le ombre e che la felicità è consapevole solo se si è conosciuta la tristezza.
Inoltre viviamo un'epoca molto esposta, in cui si esibiscono i sentimenti rendendoli superficiali. Io sono invece, per natura, piuttosto riservata.
Dovevo quindi accettare ed accogliere gli aspetti del mio carattere che meno apprezzo, per poter finalmente godere appieno di tutte quelle doti che mi riconosco e che mi rendono felice ed orgogliosa di me stessa.
Nello scegliere un nome per il mio progetto ho pensato a qualcosa che cogliesse lo spirito di queste riflessioni e del percorso creativo, nella vita e nel lavoro, che ho seguito finora.
Wisteria è il nome botanico del glicine, il rampicante dai bellissimi fiori a grappolo.
La leggenda vuole che Glicine fosse una pastorella, che trovava sollievo alla sua infinita tristezza solo nei suoi amorevoli animali. Un giorno, dal suo pianto senza pace venne trasformata in una pianta dai mille rami e ogni lacrima versata si tramutò in mazzi di fiori viola. La credenza ci riconduce quindi all'idea di una natura femminile che trasforma il dolore e la tristezza in bellezza e creatività. Ci ricorda che la vita è cambiamento e mutazione, le idee possono trasformarsi in atti pratici e concreti.
Tutti noi possiamo trasformare “un'emozione che nessuno vuole” in una piccola pietra preziosa incastonata nella nostra vita, le nostre lacrime di tristezza in fiori colorati, le nostre braccia dolenti in forti rami che sostengono.
I diritti sul pattern sono tornati a me e ora lo trovate, con nuove foto e piccoli aggiustamenti, nel mio
Ravelry store
A.
Wisteria è il nome botanico della pianta del glicine e scelsi quel nome in primis perché i viola e i verdi della matassa ricordano la pianta al culmine della fioritura, ma anche perché conoscevo la leggenda collegata.
Sara mi chiese anche di scrivere qualche mia riflessione personale sul sentimento al quale ero "abbinata", pensando di raccogliere queste riflessioni e in seguito pubblicarle, aggiungendo le sue personali. Questa parte del suo progetto è stata ormai accantonata e, a distanza di oltre un anno, penso che sia giunto il tempo di condividere ciò che avevo scritto e che ancora mi rappresenta.
Questo è il testo:
Le emozioni che nessuno vuole – La tristezza
La tristezza è stata una mia compagna di viaggio per tanti lunghi anni di vita.
Spesso viaggiava sul sedile del passeggero, limitandosi a commentare sottovoce il paesaggio, gli incontri, le scelte sul percorso. A volte, però, si metteva alla guida, imponendomi strade, velocità di crociera e tappe forzate. Per molto tempo ho pensato che dovessi per forza accettare la sua compagnia, senza poterne in alcun modo “gestire” il peso.
Negli anni, però, con le esperienze e i dolori, con le gioie e i fallimenti (e, perché no, con la meditazione e la ricerca) ho imparato a guardare alla “mia” tristezza con occhi più amorevoli. Ho scelto di non esserne schiacciata e di non lasciarmi semplicemente guidare, ma di conviverci con pazienza e di orientarne la direzione. Ho scoperto che più è forte la luce, più nette si stagliano le ombre e che la felicità è consapevole solo se si è conosciuta la tristezza.
Inoltre viviamo un'epoca molto esposta, in cui si esibiscono i sentimenti rendendoli superficiali. Io sono invece, per natura, piuttosto riservata.
Dovevo quindi accettare ed accogliere gli aspetti del mio carattere che meno apprezzo, per poter finalmente godere appieno di tutte quelle doti che mi riconosco e che mi rendono felice ed orgogliosa di me stessa.
Nello scegliere un nome per il mio progetto ho pensato a qualcosa che cogliesse lo spirito di queste riflessioni e del percorso creativo, nella vita e nel lavoro, che ho seguito finora.
Wisteria è il nome botanico del glicine, il rampicante dai bellissimi fiori a grappolo.
La leggenda vuole che Glicine fosse una pastorella, che trovava sollievo alla sua infinita tristezza solo nei suoi amorevoli animali. Un giorno, dal suo pianto senza pace venne trasformata in una pianta dai mille rami e ogni lacrima versata si tramutò in mazzi di fiori viola. La credenza ci riconduce quindi all'idea di una natura femminile che trasforma il dolore e la tristezza in bellezza e creatività. Ci ricorda che la vita è cambiamento e mutazione, le idee possono trasformarsi in atti pratici e concreti.
Tutti noi possiamo trasformare “un'emozione che nessuno vuole” in una piccola pietra preziosa incastonata nella nostra vita, le nostre lacrime di tristezza in fiori colorati, le nostre braccia dolenti in forti rami che sostengono.
I diritti sul pattern sono tornati a me e ora lo trovate, con nuove foto e piccoli aggiustamenti, nel mio
Ravelry store
A.
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venerdì 4 ottobre 2019
Voglia di cucito e tante cose da imparare
Fra le tante "attività" che mi frullano per la testa torna sempre ricorrente il cucito.
Guida completa alle tecniche di sartoria
di Lorna Knight
Il Castello 2014 - € 19,50
Oltre 250 pagine, diviso in 8 capitoli.
I contenuti del libro sono riassunti nelle prime pagine, come piano dell'opera.
Il titolo dice la verità: è un'opera completa. E' davvero una guida "passo dopo passo", ogni argomento è trattato con accuratezza, senza tralasciare nulla.
Ho trovato ottima la parte introduttiva sui filati, gli accessori e i piedini.
La spiegazione sui tessuti, con impieghi e consigli (persino ago consigliato e lunghezza del punto) è molto dettagliata.
Nella parte centrale del manuale, con la parte tecnica vera e propria, nulla viene dato per scontato. Le spiegazioni sono esaurienti e perfettamente bilanciate da foto belle, chiare e dettagliate (zoom sui particolari).
I consigli utili, direttamente collegati al lavoro in questione, sono presenti in pagina, in riquadri ben visibili.
Il capitolo 8 è "una risorsa indispensabile che vi mostra come identificare, prevenire o risolvere molti problemi comuni"... Cosa si può volere di più? 😊
Bonus: Video tutorial (accesso anche con QRcode) su YouTube per tecniche
Malus: volendo proprio trovare un difetto avrei gradito qualche info in più su come trasferire il cartamodello su cartavelina per poterlo usare più volte e in diverse taglie.
Voto 9 +
In conclusione, credo di aver trovato il mio manuale ideale, da inserire nella lunga wishlist di libri da acquistare. Spero che queste mie considerazioni ad alta voce possano essere d'aiuto e di spunto per qualcuno di voi interessato al cucito... e magari che Babbo Natale legga il mio blog...😃😉
A.
Mi piace sfogliare riviste o seguire account Instagram che ne parlano e faccio andare la macchina per cucire appena ne ho l'occasione (in realtà ho due macchine... una Pfaff, basica ma ancora buona, di oltre 25 anni e una nuova Bernette, con moltissime potenzialità...). Ho anche la fortuna di poter accedere ad un sistema bibliotecario d'eccellenza, tramite il quale posso rifornirmi anche di manuali e riviste. Così ho deciso di spulciare piano piano un po' di manuali di cucito, in una sorta di avanscoperta per valutare eventuali futuri acquisti.
La prima scelta è caduta su questi tre libri e quella che segue è la mia personalissima recensione.
Premessa indispensabile: Più di vent'anni fa avevo seguito un paio di corsi di taglio e cucito. In quell'occasione avevo imparato a realizzare gonne e pantaloni, partendo dal disegno del cartamodello su misura. Per anni ho fatto capi per me e poi per mia figlia. Poi, piano piano, ho smesso, per mancanza di tempo, di spazio, di interesse.
Ho continuato a far andare la macchina solo per piccole riparazioni o per cucito creativo (borse, runner, cuscini). Negli ultimi mesi mi è tornata la voglia di riprendere a cucire capi di abbigliamento. Ai corsi avevo imparato le tecniche di base, ma sento che mi mancano ancora tante cose da sapere.
Ecco perché non sono tanto alla ricerca di cartamodelli, ma più di manuali che offrano le spiegazioni tecniche, senza tante pretese di "creatività".
In ordine crescente di gradimento...
Manuale di sartoria per principianti
di Wendy Ward
Il Castello 2015 - €19,50
126 pag + cartamodelli
Solo sommario, nessun piano dell'opera
Parte bene nell'Introduzione, dicendo che "cucire è un'arte e il processo è importante quanto il risultato finale". Peccato che poi, a parte due pagine di Strumenti e Attrezzature (peraltro quelli basici) ci catapulti direttamente nei Progetti.
Invitare dei neofiti a tagliare e cucire tessuti a maglia, jersey e felpa è un po' una carognata, ma tant'è.
Ci sono le foto dei capi finiti (mostrati anche con varie personalizzazioni), del suo laboratorio e del suo cane, dei manichini e delle rastrelliere...
Poche foto delle fasi di lavorazione, molti disegni.
Se utilizzi un tessuto bianco, poggiato su un tavolo di legno bianco, la foto sarà molto cool e perfetta per IG, ma di difficile interpretazione.
E' un continuo rimandare ad altre pagine (vedere Tecniche:utilizzare lo sbieco) che darebbero la spiegazione di quanto andrebbe fatto in quel momento.
Il colpo di grazia è stato "la mia versione (del pantalone) in felpa grigia è la classica tuta resa elegante". No, la felpa grigia della tuta non sarà mai elegante. Potrà essere comoda, sportiva, divertente, ma elegante mai!
Bonus: contiene dei cartamodelli (anche se per me l'unico interessante da un punto di vista della vestibilità è il tubino)
Malus: i pantaloni con l'elasticone in vita starebbero male anche a Bella Hadid
Voto 6
p.s. Il termine sartine usato nel testo è probabilmente frutto della traduzione e forse vuole solo indicare che sono inesperte... ma mi irrita notevolmente.
Moda Basic - il mio libro di cucito (Burda style)
di Nora Abousteist con Alison Kelly
Raffi 2016 - € 24,90
Libro spiralato, poco più di 200 pag. + cartamodelli
Nell'introduzione c'è un giusto riferimento alla nuova (eterna) filosofia DIY e alla ricerca di personalizzazione della moda.
Sufficienti le informazioni sugli accessori necessari, mentre è buona l'introduzione alla macchina per cucire. E' accurata la spiegazione sull'uso dei cartamodelli (d'altro canto stiamo parlando di una pubblicazione di Burda!), con suggerimenti sulle possibili modifiche.
Nel 3° capitolo si parla di tessuti, con foto, con i termini tecnici, del posizionamento del cartamodello, del taglio e delle rifiniture.
Il corpo del libro si basa sui 5 cartamodelli allegati (gonna - blusa - abito - cappotto - borsa), con le varianti realizzate dalle designer (Un modello, tantissimi look) che dovrebbero essere d'ispirazione.
Sostanzialmente il libro è un lungo tutorial per imparare a gestire i cartamodelli Burda; dalle istruzione per la scelta della taglia, passando per il taglio, fino alle rifiniture, veniamo guidati passo dopo passo, ma senza particolari spiegazioni tecniche.
Il libro mi è sembrato tutto sommato scritto in maniera chiara, piuttosto essenziale. Ci sono molti disegni, per guidare nella lavorazione, e poche foto, solo dei capi finiti (più qualche moodboard).
Bonus: perfetto se sei un acquirente (o aspirante tale) di cartamodelli Burda
Malus: l'età media delle modelle è piuttosto bassa ed è difficile visualizzarsi in quei capi
Voto: 6 1/2
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| Eccoli, i tre manuali! |
Manuale di sartoria per principianti
di Wendy Ward
Il Castello 2015 - €19,50
126 pag + cartamodelli
Solo sommario, nessun piano dell'opera
Parte bene nell'Introduzione, dicendo che "cucire è un'arte e il processo è importante quanto il risultato finale". Peccato che poi, a parte due pagine di Strumenti e Attrezzature (peraltro quelli basici) ci catapulti direttamente nei Progetti.
Invitare dei neofiti a tagliare e cucire tessuti a maglia, jersey e felpa è un po' una carognata, ma tant'è.
Ci sono le foto dei capi finiti (mostrati anche con varie personalizzazioni), del suo laboratorio e del suo cane, dei manichini e delle rastrelliere...
Poche foto delle fasi di lavorazione, molti disegni.
Se utilizzi un tessuto bianco, poggiato su un tavolo di legno bianco, la foto sarà molto cool e perfetta per IG, ma di difficile interpretazione.
E' un continuo rimandare ad altre pagine (vedere Tecniche:utilizzare lo sbieco) che darebbero la spiegazione di quanto andrebbe fatto in quel momento.
Il colpo di grazia è stato "la mia versione (del pantalone) in felpa grigia è la classica tuta resa elegante". No, la felpa grigia della tuta non sarà mai elegante. Potrà essere comoda, sportiva, divertente, ma elegante mai!
Bonus: contiene dei cartamodelli (anche se per me l'unico interessante da un punto di vista della vestibilità è il tubino)
Malus: i pantaloni con l'elasticone in vita starebbero male anche a Bella Hadid
Voto 6
p.s. Il termine sartine usato nel testo è probabilmente frutto della traduzione e forse vuole solo indicare che sono inesperte... ma mi irrita notevolmente.
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| Il cagnolino è delizioso e fotogenico |
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| Belle immagini, poco utili |
Moda Basic - il mio libro di cucito (Burda style)
di Nora Abousteist con Alison Kelly
Raffi 2016 - € 24,90
Libro spiralato, poco più di 200 pag. + cartamodelli
Nell'introduzione c'è un giusto riferimento alla nuova (eterna) filosofia DIY e alla ricerca di personalizzazione della moda.
Sufficienti le informazioni sugli accessori necessari, mentre è buona l'introduzione alla macchina per cucire. E' accurata la spiegazione sull'uso dei cartamodelli (d'altro canto stiamo parlando di una pubblicazione di Burda!), con suggerimenti sulle possibili modifiche.
Nel 3° capitolo si parla di tessuti, con foto, con i termini tecnici, del posizionamento del cartamodello, del taglio e delle rifiniture.
Il corpo del libro si basa sui 5 cartamodelli allegati (gonna - blusa - abito - cappotto - borsa), con le varianti realizzate dalle designer (Un modello, tantissimi look) che dovrebbero essere d'ispirazione.
Sostanzialmente il libro è un lungo tutorial per imparare a gestire i cartamodelli Burda; dalle istruzione per la scelta della taglia, passando per il taglio, fino alle rifiniture, veniamo guidati passo dopo passo, ma senza particolari spiegazioni tecniche.
Il libro mi è sembrato tutto sommato scritto in maniera chiara, piuttosto essenziale. Ci sono molti disegni, per guidare nella lavorazione, e poche foto, solo dei capi finiti (più qualche moodboard).
Bonus: perfetto se sei un acquirente (o aspirante tale) di cartamodelli Burda
Malus: l'età media delle modelle è piuttosto bassa ed è difficile visualizzarsi in quei capi
Voto: 6 1/2
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| moodboard in viola 💓 |
Guida completa alle tecniche di sartoria
di Lorna Knight
Il Castello 2014 - € 19,50
Oltre 250 pagine, diviso in 8 capitoli.
I contenuti del libro sono riassunti nelle prime pagine, come piano dell'opera.
Il titolo dice la verità: è un'opera completa. E' davvero una guida "passo dopo passo", ogni argomento è trattato con accuratezza, senza tralasciare nulla.
Ho trovato ottima la parte introduttiva sui filati, gli accessori e i piedini.
La spiegazione sui tessuti, con impieghi e consigli (persino ago consigliato e lunghezza del punto) è molto dettagliata.
Nella parte centrale del manuale, con la parte tecnica vera e propria, nulla viene dato per scontato. Le spiegazioni sono esaurienti e perfettamente bilanciate da foto belle, chiare e dettagliate (zoom sui particolari).
I consigli utili, direttamente collegati al lavoro in questione, sono presenti in pagina, in riquadri ben visibili.
Il capitolo 8 è "una risorsa indispensabile che vi mostra come identificare, prevenire o risolvere molti problemi comuni"... Cosa si può volere di più? 😊
Bonus: Video tutorial (accesso anche con QRcode) su YouTube per tecniche
Malus: volendo proprio trovare un difetto avrei gradito qualche info in più su come trasferire il cartamodello su cartavelina per poterlo usare più volte e in diverse taglie.
Voto 9 +
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| link diretto a videotutorial |
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| Consigli utili direttamente in pagina... |
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| ...e anche qualche divagazione "artistica" |
In conclusione, credo di aver trovato il mio manuale ideale, da inserire nella lunga wishlist di libri da acquistare. Spero che queste mie considerazioni ad alta voce possano essere d'aiuto e di spunto per qualcuno di voi interessato al cucito... e magari che Babbo Natale legga il mio blog...😃😉
A.
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sabato 31 agosto 2019
Fare, disfare e...avere coraggio
Nella mia determinazione a lavorare solo filati provenienti dallo stash, a fine primavera ho adocchiato il miglior filato estivo a mia disposizione, la seta Kinu di Ito, per realizzare una maglietta.
Ero partita con un'idea e sembrava funzionare... Poi però è arrivato il segnale: non avevo voglia di lavorarci, lo prendevo e lo posavo dopo poche maglie, continuavo a trovargli difetti. Insomma, i classici sintomi di un lavoro che non vedrà mai la fine!
Cosa si fa in questi casi? beh, io disfo tutto! 😏😄😄
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| Say it goodbye! |
Disfare tutto? Perché?
Io sono dell'idea che sia meglio azzerare un intero progetto, piuttosto che portarlo a termine controvoglia e trovandogli mille difetti, o focalizzandosi sugli errori commessi.
Le mie allieve sanno di questa mia attitudine da "terminator" e quelle più storiche mettono sempre in guardia le nuove reclute sulla mia frase preferita davanti ad un errore <<fossi in te, disfarei>> 😄
Per carità, non è sempre necessario ricominciare tutto da capo. A volte basta sistemare il piccolo errore troppo in vista o tornare indietro di un paio di ferri affinché il traforo sia corretto o rifare il campione con punte diverse...insomma, piccoli accorgimenti che, però, ci faranno essere completamente soddisfatti del lavoro finito.
Tornando alla mia maglia estiva...
...io ho disfatto tutto! E ho ribaltato completamente il progetto. E' rimasta l'idea della maglietta, ma ho pensato ad uno scollo ampio e arrotondato, ad un piccolo, semplicissimo traforo lungo i fianchi, ad una mezza manica morbida.
Come sempre, vista la mia lentezza, la lavorazione è durata mesi, ma il risultato finale mi rendeva veramente soddisfatta.
A quel punto, però, i soliti dubbi, le solite insicurezze e la solita timidezza stavano prendendo il sopravvento: non volevo scrivere il pattern, perché pensavo che non ne valesse la pena 😕
Devo dire grazie!
Devo ringraziare mia figlia, mia fan numero 1!
Mi ha spronata a scrivere il pattern e mi ha fatto, come sempre, da fotografa (prima o poi vorrà la % sulle vendite 😎)
Il risultato è stato un bel successo. Hay tee ha ricevuto un'ottima accoglienza ed è piaciuto molto.
La lezione che sto imparando è che ci vogliono coraggio e determinazione, ma non guasta avere accanto persone che ti amano e ti sostengono 💛
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| Dettaglio |
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| Hay tee |
Naturalmente trovate il pattern nel mio Ravelry store in italiano e in inglese, in 5 taglie
(dalla S alla XL).
Happy knitting
A.
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