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venerdì 4 ottobre 2019

Voglia di cucito e tante cose da imparare

Fra le tante "attività" che mi frullano per la testa torna sempre ricorrente il cucito.
Mi piace sfogliare riviste o seguire account Instagram che ne parlano e faccio andare la macchina per cucire appena ne ho l'occasione (in realtà ho due macchine... una Pfaff, basica ma ancora buona, di oltre 25 anni e una nuova Bernette, con moltissime potenzialità...). Ho anche la fortuna di poter accedere ad un sistema bibliotecario d'eccellenza, tramite il quale posso rifornirmi anche di manuali e riviste. Così ho deciso di spulciare piano piano un po' di manuali di cucito, in una sorta di avanscoperta per valutare eventuali futuri acquisti.
La prima scelta è caduta su questi tre libri e quella che segue è la mia personalissima recensione.

Premessa indispensabile: Più di vent'anni fa avevo seguito un paio di corsi di taglio e cucito. In quell'occasione avevo imparato a realizzare gonne e pantaloni, partendo dal disegno del cartamodello su misura. Per anni ho fatto capi per me e poi per mia figlia. Poi, piano piano, ho smesso, per mancanza di tempo, di spazio, di interesse.
Ho continuato a far andare la macchina solo per piccole riparazioni o per cucito creativo (borse, runner, cuscini). Negli ultimi mesi mi è tornata la voglia di riprendere a cucire capi di abbigliamento. Ai corsi avevo imparato le tecniche di base, ma sento che mi mancano ancora tante cose da sapere.
Ecco perché non sono tanto alla ricerca di cartamodelli, ma più di manuali che offrano le spiegazioni tecniche, senza tante pretese di "creatività".

Eccoli, i tre manuali!
In ordine crescente di gradimento...

Manuale di sartoria per principianti
di Wendy Ward
Il Castello 2015 - €19,50

126 pag + cartamodelli
Solo sommario, nessun piano dell'opera

Parte bene nell'Introduzione, dicendo che "cucire è un'arte e il processo è importante quanto il risultato finale". Peccato che poi, a parte due pagine di Strumenti e Attrezzature (peraltro quelli basici) ci catapulti direttamente nei Progetti.
Invitare dei neofiti a tagliare e cucire tessuti a maglia, jersey e felpa è un po' una carognata, ma tant'è.
Ci sono le foto dei capi finiti (mostrati anche con varie personalizzazioni), del suo laboratorio e del suo cane, dei manichini e delle rastrelliere...
Poche foto delle fasi di lavorazione, molti disegni.
Se utilizzi un tessuto bianco, poggiato su un tavolo di legno bianco, la foto sarà molto cool e perfetta per IG, ma di difficile interpretazione.
E' un continuo rimandare ad altre pagine (vedere Tecniche:utilizzare lo sbieco) che darebbero la spiegazione di quanto andrebbe fatto in quel momento.
Il colpo di grazia è stato "la mia versione (del pantalone) in felpa grigia è la classica tuta resa elegante". No, la felpa grigia della tuta non sarà mai elegante. Potrà essere comoda, sportiva, divertente, ma elegante mai!

Bonus: contiene dei cartamodelli (anche se per me l'unico interessante da un punto di vista della vestibilità è il tubino)
Malus: i pantaloni con l'elasticone in vita starebbero male anche a Bella Hadid

Voto 6 
p.s. Il termine sartine usato nel testo è probabilmente frutto della traduzione e forse vuole solo indicare che sono inesperte... ma mi irrita notevolmente.


Il cagnolino è delizioso e fotogenico





Belle immagini, poco utili


Moda Basic - il mio libro di cucito (Burda style)
di Nora Abousteist con Alison Kelly
Raffi  2016  - € 24,90

Libro spiralato, poco più di 200 pag. + cartamodelli

Nell'introduzione c'è un giusto riferimento alla nuova (eterna) filosofia DIY  e alla ricerca di personalizzazione della moda.
Sufficienti le informazioni sugli accessori necessari, mentre è buona l'introduzione alla macchina per cucire. E' accurata la spiegazione sull'uso dei cartamodelli (d'altro canto stiamo parlando di una pubblicazione di Burda!), con suggerimenti sulle possibili modifiche.
Nel 3° capitolo si parla di tessuti, con foto, con i termini tecnici, del posizionamento del cartamodello, del taglio e delle rifiniture.
Il corpo del libro si basa sui 5 cartamodelli allegati (gonna - blusa - abito - cappotto - borsa), con le varianti realizzate dalle designer (Un modello, tantissimi look) che dovrebbero essere d'ispirazione.
Sostanzialmente il libro è un lungo tutorial per imparare a gestire i cartamodelli Burda; dalle istruzione per la scelta della taglia, passando per il taglio, fino alle rifiniture, veniamo guidati passo dopo passo, ma senza particolari spiegazioni tecniche.
Il libro mi è sembrato tutto sommato scritto in maniera chiara, piuttosto essenziale. Ci sono molti disegni, per guidare nella lavorazione, e poche foto, solo dei capi finiti (più qualche moodboard).

Bonus: perfetto se sei un acquirente (o aspirante tale) di cartamodelli Burda
Malus: l'età media delle modelle è piuttosto bassa ed è difficile visualizzarsi in quei capi

Voto: 6 1/2 


moodboard in viola 💓





                                    



Guida completa alle tecniche di sartoria
di Lorna Knight
Il Castello  2014  - € 19,50

Oltre 250 pagine, diviso in 8 capitoli.

I contenuti del libro sono riassunti nelle prime pagine, come piano dell'opera.
Il titolo dice la verità: è un'opera completa. E' davvero una guida "passo dopo passo", ogni argomento è trattato con accuratezza, senza tralasciare nulla.
Ho trovato ottima la parte introduttiva sui filati, gli accessori e i piedini.
La spiegazione sui tessuti, con impieghi e consigli (persino ago consigliato e lunghezza del punto) è molto dettagliata.
Nella parte centrale del manuale, con la parte tecnica vera e propria, nulla viene dato per scontato. Le spiegazioni sono esaurienti e perfettamente bilanciate da foto belle, chiare e dettagliate (zoom sui particolari).
I consigli utili, direttamente collegati al lavoro in questione, sono presenti in pagina, in riquadri ben visibili.
Il capitolo 8 è "una risorsa indispensabile che vi mostra come identificare, prevenire o risolvere molti problemi comuni"... Cosa si può volere di più? 😊

Bonus: Video tutorial (accesso anche con QRcode) su YouTube per tecniche
Malus: volendo proprio trovare un difetto avrei gradito qualche info in più su come trasferire il cartamodello su cartavelina per poterlo usare più volte e in diverse taglie.

Voto 9 +


link diretto a videotutorial

Consigli utili direttamente in pagina...

...e anche qualche divagazione "artistica"

In conclusione, credo di aver trovato il mio manuale ideale, da inserire nella lunga wishlist di libri da acquistare. Spero che queste mie considerazioni ad alta voce possano essere d'aiuto e di spunto per qualcuno di voi interessato al cucito... e magari che Babbo Natale legga il mio blog...😃😉

A.

lunedì 12 novembre 2018

Elogio della lentezza

Ieri sera (ma era ormai già oggi...), prima di andare a dormire, ho fatto indossare al manichino il maglione al quale sto lavorando.
Sono rimasta piacevolmente soddisfatta del lavoro che avevo fatto e mi gongolavo tutta mentre mi preparavo per il sonno. Mi sono resa conto che è una sensazione più unica che rara per me, che non sono mai davvero soddisfatta e mai pienamente convinta dei miei risultati. Così la mente ha cominciato a viaggiare e a mettere insieme i pezzi di un discorso personale che da un po' si affaccia in me.
Ieri sera, dopo cena, ho ripreso il mio lavoro e ho deciso di fare "il collo" della maglia nonostante manchi ancora una manica. Il marito ha optato per vedere Schiavone su Raiplay, i figli sparecchiavano, parlavano senza sosta e ogni tanto dovevo battere il tempo per farli sbrigare...che il lunedì mattina è un po' più mattina delle altre mattine...😄😄
Quindi, al netto di tutte le interruzioni, i commenti al film, l'organizzazione per il giorno dopo, il mio lavoro è durato buone 2/3 ore. E' vero, io sono lenta, ma non è solo quello. Ho fatto e disfatto almeno un paio di volte, perché volevo che fosse come dicevo io! Magari non perfetto, ma volevo che rispondesse ai miei desideri e alla mia aspettativa. (Quando ho iniziato a lavorare i capi topdown i pattern che mi sono capitati partivano direttamente dal collo, senza sagomature per il coppino. Certo è molto più veloce e molto più semplice, ma si perde in vestibilità ed accuratezza. Io preferisco riprendere le maglie del collo per lavorarle; mi sembra un lavoro più "pulito" e che dia più struttura all'intero capo.) E' chiaro che con questi tempi biblici io non riesca a produrre quanto vorrei...ma questa volta ho visto il risvolto positivo.
A che serve correre?
A me piace lavorare a maglia, mi piace inanellare un punto dopo l'altro, mi piace sentire la diversa consistenza e scorrevolezza dei filati che uso, mi piace cambiare le punte per vedere come si modifica il risultato...mi piace il viaggio. (There's no way to happiness, happiness is the way) 
Certo mi piace anche sfoggiare il capo finito, mi rende felice vedere #figliagrande che indossa con piacere il suo ultimo pullover o quando sceglie con cura lo scialle adatto all'outfit del giorno.
Ho armadi pieni di filati, pc pieni di pattern, infinite idee in testa, ma non voglio più stressarmi coi tempi.

Stesso ragionamento per i libri. Io ho una lista di desiderata più o meno lunga quanto le mie aspettative di vita! Ci sono saggi, romanzi, nuove uscite, classici, i miei amori di gioventù che vorrei rileggere. Avete presente quelle sfide per leggere un libro a settimana o un tot di pagine? Non fanno per me, mi sembra che rendano un obbligo anche uno dei piaceri della vita.

Un paio di settimane fa sono andata alla presentazione di un libro buddhista e parlando con l'autore ho riflettuto sul giudizio sempre molto forte che riservo a me stessa, mentre sono solitamente più tollerante e compassionevole con gli altri. Ed ecco un altro pezzo che si incastra...
Non posso e non voglio compararmi a nessun altro. C'è chi ha fatto della creatività un lavoro e sforna un pattern o un libro a cadenza programmata e regolare, c'è un'omologazione del gusto e delle presunte esigenze, c'è fretta ed impazienza.
E' un ragionamento complesso, che si può estendere a molti ambiti: lavoriamo a maglia o ci cuciamo un abito per avere capi unici, pensati e realizzati con amore e pazienza, esattamente per lo stesso motivo per cui facciamo il pane in casa o cuciniamo i biscotti. Non c'è risparmio di tempo o di denaro, non c'è praticità, ma solo il desiderio di cura e di dedizione verso noi stessi o verso chi amiamo. 

Ogni vita è unica e stanotte ho visto sul manichino quella che vorrei fosse la mia strada. Poco o tanto, lentamente o con molto brio, non voglio che mi importi più. Voglio imparare a godermi le cose che mi danno gioia per poter affrontare quelle che mi danno preoccupazione, voglio imparare a guardarmi con occhi meno inquisitori e a riconoscermi qualche gratificazione.
E' un lavoro duro e ambizioso, ma averlo detto ad alta voce mi aiuterà a tenerlo a mente.
A.

P.s. Il libro è questo. Non l'ho ancora iniziato, ma arriverà anche il suo momento. Non mi cruccio 😉




lunedì 16 novembre 2015

Fedeltà

Premessa: non ho mai lavorato due volte lo stesso pattern.
Anche se uno schema mi è piaciuto molto, era scritto bene e mi ha regalato nuove nozioni, anche se il capo finito aveva grande vestibilità o fascino...io non ho mai fatto il bis.
La mia motivazione è che c'è così tanta scelta, fra pattern free o a pagamento, che preferisco sempre buttarmi su qualcosa di nuovo. Finora è andata così, poi si vedrà...

Questo però non vuol dire che non abbia le mie "fedeltà".
Quando scopro un@ designer, il cui stile ed approccio maglistico mi piacciono, allora mi ritrovo a lavorare più e più pattern suoi.

Il primo vero amore è stata Ysolda Teague, Mi piace la varietà dei capi che disegna ( cappelli, guanti, scialli, pullover...) e i suoi pattern sono scritti in maniera impeccabile, facili da seguire anche se il modello ha una costruzione impegnativa.

Poi adoro lo stile di Cecily Glowik Macdonald. Ho già realizzato alcuni suoi pattern, ma i suoi pullover ed i suoi cardigan sono sempre nella mia lista dei desideri e nella mia queue!

Naturalmente non posso tralasciare gli scialli spettacolari di Veera Valimaki. Costruzioni interessanti che permettono di dare valore ad ogni tipo di filato e giochi di colore per avvolgersi in un abbraccio unico ed originale.

In questo momento, la mia attenzione è catturata da Joji Locatelli. Mi piace il suo modo semplice di mostrare i capi, l'allegria delle sue foto e la portabilità dei suoi capi. Era un suo pattern il maglione fatto a #figliagrande lo scorso inverno.



Per questa stagione ho scelto uno scialle, tripudio di ferri accorciati e pippiolini...
Questo pattern mi ha permesso di valorizzare una merino di Malabrigo, sulla quale nutrivo molti dubbi e che invece è risultata perfetta. Il risultato è uno scialle morbido ma non molle, che drappeggia bene sulla schiena.



P.s. La nebbia di questa mattina di novembre mi ha ricordato un libro e sono andata a recuperarlo fra gli scaffali della mia libreria perchè, a differenza dei pattern di maglia, ci sono libri che rileggo sempre con gioia...

"Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d'inverno un viaggiatore di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell'indistinto. "

Credo che oggi accetterò il consiglio!
A. 









martedì 9 giugno 2015

Risvegli

Ci sono tempi di semina e tempi di raccolta.
Ci sono tempi di introversione e tempi di apertura al mondo.

E' stato un inverno lungo ma sotto la mia neve sentivo crescere infiniti germogli. Ho ripreso a coltivare e nutrire aspetti di me stessa che avevo a lungo trascurato e forse mai veramente interiorizzati. Sono uscita da un torpore psicologico e mi sento completa come mai prima d'ora...
...e i frutti cominciano a vedersi...

Ma adesso basta divagare! Parliamo di cose serie:parliamo di maglia!!

In questi mesi ho finito due lavori piuttosto impegnativi e di cui sono particolarmente orgogliosa.

Il primo è un pullover per #figliagrande, che ha molto gradito. Il pattern di Joji Locatelli è davvero ben scritto, con i grafici specifici per ogni taglia.
Io ho, però, preferito lavorare il "disegno" solo sul davanti e non su tutto il corpo.



Raverly page. Con alcune modifiche al pattern originale

Il filato è Alpaca Lana D'Oro di Cascade Yarns che ho scelto in grigio scuro.

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Il secondo capo che ho terminato merita qualche riflessione in più ed è Grey bear .
Si tratta di un cardigan topdown con collo a scialle, ideato da Annalisa Dione ( aknittingbear su Raverly).

Amo molto lo stile di Annalisa, sobrio ed essenziale ma di alta qualità e sempre con qualche nuova tecnica da scoprire o mettere in pratica.
Il lavoro è frutto di un workshop da unfilodi ( tempio del knitting italiano e luogo della mia personale perdizione ) che si è tenuto il 31 gennaio.
E' stato gradevole lavorarlo e mai noioso (sì, vabbè,forse un po' le maniche...ma le maniche sono sempre noiose...).
Il cardigan è stato finito ed apprezzato da molte delle partecipanti al workshop e Annalisa ci ha gratificato con un post sul suo blog.
Ho fatto in tempo a finirlo prima dell'arrivo della bella stagione e a fare delle foto gradevoli.





Il filato richiesto era  Schoppel-Wolle Alpaka Queen . A prima vista ho pensato fosse troppo "asciutto" ed un po' stopposo ma dopo il lavaggio ha espresso tutto il suo valore e la sua morbidezza mi ha conquistata.
Che dire...alpaca...ancora alpaca...sempre alpaca...

A.



Risvegli - Oliver Sacks









mercoledì 26 novembre 2014

Norwegian Wood

#figliagrande ha una passione per i Paesi del nord Europa...
Forse complice una professoressa delle medie, è un po' di anni che parla e si interessa in particolar modo della Norvegia. Quindi è un po' che preme perchè la mamma-knitter le faccia "qualcosa di scandinavo".
Allora ecco finalmente pronto un cappello stranded, perchè da noi è ormai ufficialmente arrivato il freddo!

Il filato è l'alpaca avanzata dal Color Affection appena finito (operazione destash riuscita!) e ci sono volute solo poche ore di lavoro.
Lei, molto contenta, ha alzato il tiro: adesso vorrebbe tanto un pullover nello stesso stile...
Agli occhietti dolci della propria figlia si fa fatica a resistere e quindi temo che dovrò organizzarmi per uno stranded yoke. 


Naturalmente una lettrice come lei non poteva farsi sfuggire un titolo come "Norwegian wood", anche se scritto da un giapponese, e quindi questo è il nome del suo cappello.

"Norwegian wood" - Haruki Murakami

giovedì 20 novembre 2014

Un nuovo inizio

...fra tanti inizi.

Non ricordo un momento della mia vita che non sia stato "movimentato" sotto vari aspetti, ma questi ultimi anni sono stati per me una vera rivoluzione: nuova casa, nuove attività, nuove consapevolezze personali...
Curiosa ed irrequieta di natura, sempre alla ricerca di nuovi stimoli, amante della lettura e , quindi, della scrittura, creo questo blog. Il suo solo ed unico intento sarà di darmi la possibilità di scrivere e condividere ciò che amo, che vivo e che realizzo.
Il mio desiderio è di poter raccontare, soprattutto a me stessa, il mio piccolo grande mondo, fatto anche di maglia, di libri, di viaggi.
Sono pronta e parto da qui. Sarò grata a chi avrà la voglia ed il piacere di passare (e magari ritornare) a leggermi.

A.

p.s. Per me esiste un solo incipit...

"Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendìa si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio."

Cent'anni di solitudine - Gabriel Garcia Marquez